giovedì 22 dicembre 2011

Christmas Carol

Siamo appena tornati da un giro canterino nel quartiere. Con i bambini in testa e i genitori al traino, siamo passati di porta in porta sfoderando il nostro repertorio di canzoni natalizie e dolcetti da offrire agli spettatori del coro improvvisato. Come il tricks or treats di Halloween, il Christmas Carol e' una simpatica tradizione locale, un modo americano di vivere il quartiere in spirito di festa. I più grandi, o i più professionali, girano per ristoranti cantando senza chiedere una lira, il che e' normalissimo qui, ma venendo dall'Italia si e' sempre un po' sospettosi e la primissima reazione sarebbe dire "no grazie", il che offenderebbe orribilmente i volenterosi coristi...
Devo dire che i bimbi del nostro coretto se la sono cavata benissimo e dopo i primi passi accompagnati hanno poi proseguito praticamente da soli - tranne nell'attraversare la strada. Hanno cantato:

Deck the Halls
Jingle Bells
Away in the Manger
Silent Night
Angels We Have Heard on High
Joy to the World
O Christmas Tree

Io mi sono praticamente astenuto - per la salute delle altrui orecchie - preferendo sorseggiare vino rosso e cider caldo corretto con qualche alcolico che era... ottimo! Pero' ho dato il mio contributo battendo le mani e facendo foto. Buon Christmas carol a tutti! Perché' non provare anche nei quartieri romani? Magari esce fuori qualcosa di carino... se qualcuno apre la porta... e non getta uova... ma il rischio fa parte dell'avventura!

venerdì 16 dicembre 2011

A passo di tartaruga attraverso il '900...

Semestre finito... finalmente! Ovvero: consegnati i voti dei ragazzi è ormai tempo di riflessione, studio e scrittura.
A dire il vero dovrei in fretta cominciare a scrivere qualcosa sui letterati della Controriforma, ma per ora mi attardo sul '900: da qualche settimana sto mettendo insieme e organizzando il materiale per un corso semestrale su Roma ritratta da artisti e letterati lungo lo scorso secolo. E' un'idea saltata fuori tempo fa con un professore di Hopkins e il tutto non è ancora concluso... perché? Varie ragioni, nessuna grave, ma non tutte pertinenti alla materia. Diciamo che tra le più nobili c'è quella di scoprire ad ogni passo un autore che vale almeno la pena assaggiare - se non divorare - e l'assaggio di decine di testi richiede un certo tempo. Così, girovagando nella letteratura del '900 si scoprono autori 'minori', come Guido Piovene, o opere non troppo diffuse, come Benedetti Italiani di Curzio Malaparte: roba gustosa condita con ironia o quella giusta dose di leggerezza che spesso l'assaggio diventa pasto... e altro tempo che se ne va. Dare forma ad un corso sulla Capitale diventa un'impresa dai controni che si estendono molto... troppo ... se non si è lì pronti a tirare le redini alle proprie letture.
A volte guardo con invidia il curriculum di qualche collega che in un semestre accumula grants, pubblicazioni, corsi, conferenze... e mi chiedo come si possa fare tutto ciò contemporaneamente e con cura. Boh! Va a finire che più che rana, mi ritroverò tartaruga d'acqua.
Ecco, altro tempo andato: torno a rimettere insieme i pezzi di '900 sparpagliati sulla scrivania.