giovedì 13 ottobre 2011

Vertigini linguistiche...di altro tipo

Ormai è chiaro: tra gli studenti americani e la grammatica c'è la distanza che intercorre tra America ed Europa... un oceano. E non parlo solo della grammatica italiana...
I motivi sono vari - di ordine storico, di struttura del sistema educativo, di priorità pedagogiche nel sistema scolastico dalla culla in poi e altro - ma ciò che è più succoso sta negli effetti: cercare di spiegare la differenza tra un pronome e un aggettivo possessivo è come pretendere che un cieco dalla nascita comprenda i colori - per usare una nota metafora di Fichte. A seguitto di ciò, credo che il coraggio dimostrato dagli undergraduates nell'affrontare lo studio dell'italiano sia gigantesco. Per quanto si voglia evitare lo scoglio duro, prima o poi ci si deve scontrare con il mostro "analisi logica e grammaticale" e queste Scilla e Cariddi dell'intrepido studente viaggiatore sono sempre in agguato per far naufragare il vascello - e Grade - sul quale poggia per esplorare il fantastico mondo delle lingue romanze. Nella lingua italiana ci sono cose arcane, 'oggetti' che incutono timore e reverenza, provenienti da un mondo alieno, che lo studente impara presto a riconoscere e ad evitare, finché è possibile. La strana forma del verbo "piacere": si chiedono dove sia il soggetto nella frase "gli piacciono gli spaghetti"; L'inconcepibile modo verbale congiuntivo: è possibile che per esortare qualcuno a fare qualcosa non si possa usare un "modo normale"?! L'abiguità del possessivo: perché non posso dire "La mio penna" se il soggetto è un uomo? E ancora: per quale diavolo di motivo l'italiano deve usare i riflessivi - considerando l'impaccio che portano con sé in termini di pronomi? Perché bisogna usare la congiunzione "che" per connettere una principale e una subordinata... si capisce che sono unite: stanno una dopo l'altra! Ecc., ecc., ecc. Per i coraggiosissimi studenti di intaliano è un viaggio duro e periglioso... e allora penso a quando sbarcheranno in Italia: altro che Scilla e Cariddi.

martedì 11 ottobre 2011

vertigini linguistiche

Chi cerca trova...anche nella lingua; scavando scavando, infatti, si trovano le bizzarre origini di termini e espressioni più e meno comuni. Si scopre, ad esempio, che meat nel Medioevo significava cavolo - e vegetali simili - più tardi indicò un piatto completo - "americano" come dice Giulio, differente dal "primo" e "secondo" italiano - e solo alla fine divenne carne. Si scopre che handsome è stato parente di tall - come a dire il nostro "altezza mezza bellezza" - e che indicava anche 'qualcosa di maneggevole' - come dire che la bellezza è nella funzionalità, o nella praticità. Per non parlare delle più alte sfere del sacro, dove scopriamo che gospel è letteralmente la parola magica di Dio, la parola sacra ed arcana, che compie miracoli ed è in un certo senso proprio un God's Spell. Non vi dico altro, per non levarvi il gusto della sorpresa; chi è interessato può rivolgersi a due fonti succose:
W. Funk, Word Origin. A Classic Exploration of Words and Language
S. Steinmetz, Semantic Antics. How and Why Words Change Meaning  

venerdì 7 ottobre 2011

E' una persecuzione!

Tutto cominciò... praticamente dall'inizio! E da allora vivo nel timore che ogni giorno si verifichi di nuovo... a volte accade, altre no... ma è sempre lì dietro l'angolo... Chi? Ma il Nano B. naturalmente!
Ormai vivo nel terrore che alla fine della lezione uno dei miei studenti di Hopkins si avvicini silenzioso, con quel sorrisino che sanno fare solo loro - discreto, ma insinuante - e con la vocetta che non vuole farsi udire troppo, ma nemmeno troppo poco, mi faccia la domanda che nessun iinsegnante di cultura italiana vorrebbe sentirsi fare: "What is he (Nano B.) doing now?". Cominciò tutto l'anno scorso quando uno studente, intelligente e curioso, mi chiese "Posso fare una domanda?" mentre stavo raccogliendo le mie cose per far posto alla prossima lezione, "Sure!"... "What is Bunga Bunga?!"........ AHAHAHAH! Mi cadde tutto dalle mani... e qualche capello dalla testa, balbettai qualcosa che nemmeno ricordo ... dissi, quasi scusandomi, che non era un tema degno di attenzione, che l'Italia non sta passando uno dei momenti più floridi della propria storia e che, insomma, era meglio dedicarsi ai compiti per la lezione succcessiva. Oggi come, un anno fa, l'oggetto del mio terrore si è di nuovo materializzato occupando illecitamente la mia classe: una ragazza silenziosa e studiosa, che parla poco, ma quando lo fa è sempre precisa e opportuna, dopo un mio breve commento sulla qualità della TV italiana di oggi - mannaggia a quando me la sono tirata addosso! - pronuncia  il nome dell'Innominabile - a proposito: è già legge l'oscuramento del web per diffamazione? - ricordandomi che il Nano è sempre in agguato. Tutti lo conoscono e sono al corrente in diretta di tutte le magagne e battute di cattivo gusto che va diffondendo, e sono lì pronti a chiederti conto di questa Italia, con il loro sorrisino che è un misto di "voglio il gossip, sono cavoli vostri, tanto sta dall'altra parte dell'oceano, anche noi avevamo un B. - per due volte di seguito - ma non siamo così idioti da tenercelo per un ventennio - e lasciamo perdere facili analogie storiche ". Il Nano B. infetta i mie corsi come la peste l'Europa del '300, solo che qui l'unica vittima sono io ... aiuto!
http://www.cnn.com/video/#/video/world/2011/09/20/chance-italy-berlusconi-mos.cnn