domenica 9 giugno 2013

il cavaliere di Samarcanda


Ve la ricordate la canzone di Vecchioni Samarcanda? Non so la melodia, ma la storia e' vecchia di molte generazioni, secoli, forse millenni. Non a caso gli psicoterapeuti, almeno da Jung in poi, ci si divertono come un pupo si trastullerebbe con il suo giocattolo preferito.
Qualche post fa menzionai la storia del povero soldato che si fece prestare il cavallo piu' veloce del reame per fuggire dalla morte che aveva intravisto durante una festa; la meta era Samarcanda, ovvero lontano dal suo destino; la morte, ritrovatolo a Samarcanda, si congratula della velocita' con la quale ha coperto la lunga distanza ed e' contenta che sia giunto in tempo all'appuntamento; vistolo il giorno prima cosi' lontano, infatti, temeva che ritardasse...
Sara' che in questa storia c'e' di mezzo un viaggio, sara' che il soldato cerca la fuga, sara' che alla fine invece di fuggire torna di fatto veloce a cio' che doveva gia' incontrare... ma questa vicenda ha per me un fascino tutto particolare. Non si tratta solo della morte, si tratta di ogni tappa importante della vita. Come dicevo qualche post fa: carattere o destino? ovvero si va a finire dove si doveva andare per forze interne o esterne? perche' ci si tira fino a la' o perche' si e' tirati? 
Jung si fece incidere sulla porta di casa "Vocatus atque non vocatus Deus aderit". A quel 'Deus' si puo' sostituire qualsiasi cosa ci stia venendo incontro per farsi riconoscere, per farci riconoscere per quello che saremmo dovuti da sempre diventare. Si dice che siamo noi a 'fare l'esperienza' di qualcosa. E se invece l'esperienza di qualcosa ci attendesse? Impaziente, pensosa e quasi maternamente preoccupata che facciamo tardi all'appuntamento. Avete mai la sensazione di essere in ritardo? Non a lavoro o ad un appuntamento con un amico, intendo in ritardo con qualcosa di grosso, di cruciale e che bisogna correre e che magari bisogna fare un lungo giro per ritrovare qualcosa che era accano a noi poco o tanto tempo prima, come la signora era vicina al cavaliere e poi lo era di nuovo, ma con un lavoro di corsa in mezzo per arrivare all'appuntamento... 
Mah... sara' il caldo di questa sera, e Baltimore che sta per dare il meglio di se' - intendo in termini di temperatura. O forse e' la visita di ieri a New York, dove tutti corrono e ti viene da correre pure a te fosse solo per vedere il piu' possibile prima di ripartire. E risiamo sempre li: partire, lasciare, ritrovare.