martedì 15 novembre 2011

quattro chiacchere serali a Hopkins

Qunado le persone hanno orali e luoghi in comune è inevitabile che si incontrino e così accade questo semestre ad un romano un siciliano e uno spagnolo: siamo tre colleghi che senza darsi nessun tipo di appuntamento si ritrovano nel laborario informatico di Gilman Hall - l'edificio con campanile al centro del Campus che è apparso in almeno un paio di film negli ultimi anni. ognuno è là per affari suoi, ma inevitabilmente sempre più l'attenzione si distoglie dai computer e si concentra su un qualsiasi discorso comune. Si comincia e spesso si finisce sullo scherzo, ma in mezzo si dicono anche tante cose serie. Ed ecco che saltano fuori gli argomenti più vari, di fine giornata, quando si ha più voglia del gossip che della lecture, spesso in italiano - visto che il collega spagnolo lo parla molto bene. Visto dal di fuori, ciò che fa più impressione è l'intersecarsi delle biografie di persone che vengono da realtà diverse e che lanciano le proprie esperienze sul tavolo comune. A volte ho l'impressione che l'America offra oggi ciò che l'Europa offriva molto di più nel Medioevo: l'Università come luogo di incontro tra estranei/stranieri. Il campus è un territorio franco o, di più, una momentanea patria comune: nessuno è escluso nella misura in cui porta sempre con sé la volontà di confrontarsi come documento d'identità.

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