sabato 24 marzo 2012

Luce dall'ovest

Negli States ho imparato che la storia non si capisce sui libri, ma facendo passeggiate e osservando... tutto: sopratutto i dettagli. Per capire l'idea di impero nel sangue e nelle ossa dell'America non bisogna leggere tomi di saggistica, basta camminare a Washington DC tra il Lincoln memorial e il Capitol al tramonto. A quell'ora il marmo bianco degli edifici si impone allo sguardo: i capitelli dorici o corinzi, i bassorilievi, le colonne e le immancabili aquile sono la testimonianza di quanto la grandeur della capitale - copia in grande scala di quella parigina - sia scritta nei suoi edifici. L'altro ieri camminavo tra l'enorme statua di Lincoln da un capo e il Congresso dall'altro, e man mano che avanzavo mi rendevo conto che il rapporto tra la luce proiettata dal tramonto e la disposizione di tutto il complesso degli edifici - musei, amministrazione, uffici governativi ecc. - non e' casuale: la facciata frontale del Capitol guarda a Ovest e alla sera i centinaia di metri quadrati del suo marmo bianco sono come un faro che riflette la luce verso l'orizzonte. Per legge nessun edificio a WDC può essere più alto del Capitol e quindi non esistono grattaceli: tutto e' basso e la luce circola liberamente in senso orizzontale, e non in fessure come accade a New York. Un enorme bussola di bronzo in terra sul piazzale retrostante il Capitol conferma che tutta la lunga passeggiata - un parallelepipedo di qualche chilometro quadrato che ospita piscine, giardini, fontane, papere, cigni e rari alberi orientali - e' orientata da Est a Ovest. Il Congresso fissa l'Ovest , guarda la frontiera da quando il complesso e' stato costruito, cioè da quando la frontiera era ancora ferma ai confini naturali dietro a Baltimore. La frontiera ad Ovest, da guardare e superare, fa parte del DNA statunitense ed e' un archetipo cosi potente che ha dato la forma alla capitale. Vederlo scritto a grandi lettere nell'architettura fa un po' impressione: sembra di essere tra un libro di Guenon sulla simbologia delle figure geometriche  e le pagine di Mosse sulla retorica politica nell'architettura. Non si sa se ce' più esoterismo o pragmatismo politico.

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