Ci fu un tempo in cui si decise dove il mondo occidentale dovesse andare. Nel giro di pochi anni i tempi cambiarono: c’è chi dipinge la nuova era tutta luce e gloria e chi invece come l’inizio dell’oscurità. Qualunque sia la verità, essa elude i confini tra continenti. È dunque poco importante dove questo dialogo si sia svolto.
Polo: Buongiorno
prof. Come sta?
Gorgia: Non c’è
male, sono un po’ impegnato…
P: Ma che sta
facendo? I bagagli?
G: Si, il mio corso
è finito, da domani mi sostituirà un altro professore
P: Il preside ci ha
avvisato che sarebbe arrivato il professor Socrate, ma non credevo sostituisse
lei!
G: Si, c’è una
nuova politica scolastica: ricambio generazionale e rinnovamento didattico
P: In che senso?
G: Il professor
Protagora ha già cambiato città e il ministero vuole che si insegni con una
specie di metodo dialogico.
P: Ma non si può interrompere un corso da un giorno all’altro!
G: Polo, le direttive
sono ministeriali, ma la scuola è privata, e quando non si è più graditi si
fanno i bagagli …
P: E in cosa consiste sto metodo dialogico?
G: Il docente dovrebbe
fare quasi esclusivamente domande per stimolare gli studenti a dire ciò che già sanno …
P: E che sanno?
G: Pare che voi
sappiate più di quanto pensiate di sapere…. Comunque alla fine il docente di
solito racconta una favola, gli dà un senso allegorico e quel senso, guarda
caso, coincide con quello che gli studenti non sapevano di sapere e che il
docente voleva che loro sapessero finalmente di sapere e che lui fingeva di non
sapere ma già sapeva senza farlo sapere agli studenti…
P: Cheee?!
G: Senti, Polo, adesso
non ho molto tempo per parlarne… e poi ne farai presto esperienza: quale
migliore maestra!
P: Ok, prof, devo
andare in classe, ci sentiamo per email, d’accordo?
G: A proposito,
devo cambiare indirizzo: la mia posta elettronica sul server ministeriale è
stata eliminata, dicono che la mia fitta corrispondenza con gli studenti
ostacoli l’avanzata del nuovo metodo… ti farò sapere il mio nuovo indirizzo
email il prima possibile. Ora vai in classe, pare che Socrate non tolleri in
alcun modo che si perdano le prime battute della lezione. Ti do un consiglio:
quando chiede se sei d’accordo con quello che ha appena detto, evita di
argomentare il tuo dissenso, ti eviterà la tortura di altre infinite domande
per convincerti che, per quanto tu ancora non lo sapessi, avresti risposto di
si a quella prima domanda se solo avessi già saputo quello che non credevi di sapere
già.
P: Prof? è
sicuro di sentirsi bene?
G: Polo, sono
veramente di fretta, scusami… Dimenticavo, un’ultima cosa, pare che il nuovo
professore abbia un giovane assistente che non parla mai, ma scrive fiumi di
parole… ha in progetto la stesura di un nuovo manuale di dialettica, e intende
inserirci i dialoghi svolti in classe… ritoccati per far risaltare l’efficacia
del nuovo metodo. Tu ignoralo e concentrati sulle domande di Socrate.
P: mi sembra un
incubo, comunque le farò sapere, ora scappo, arrivederci!
G: Ciao Polo, non
dimenticare lo zaino e … non perdere la testa.

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