venerdì 21 dicembre 2012

Dialoghetto (quasi) fittizio



Ci fu un tempo in cui si decise dove il mondo occidentale dovesse andare. Nel giro di pochi anni i tempi cambiarono: c’è chi dipinge la nuova era tutta luce e gloria e chi invece come l’inizio dell’oscurità. Qualunque sia la verità, essa elude i confini tra continenti. È dunque poco importante dove questo dialogo si sia svolto.

Polo: Buongiorno prof. Come sta?
Gorgia: Non c’è male, sono un po’ impegnato…
P: Ma che sta facendo? I bagagli?
G: Si, il mio corso è finito, da domani mi sostituirà un altro professore
P: Il preside ci ha avvisato che sarebbe arrivato il professor Socrate, ma non credevo sostituisse lei!
G: Si, c’è una nuova politica scolastica: ricambio generazionale e rinnovamento didattico
P: In che senso?
G: Il professor Protagora ha già cambiato città e il ministero vuole che si insegni con una specie di metodo dialogico.
P: Ma non si può interrompere un corso da un giorno all’altro!
G: Polo, le direttive sono ministeriali, ma la scuola è privata, e quando non si è più graditi si fanno i bagagli …
P: E in cosa consiste sto metodo dialogico?
G: Il docente dovrebbe fare quasi esclusivamente domande per stimolare gli studenti a dire ciò che già sanno …
P: E che sanno?
G: Pare che voi sappiate più di quanto pensiate di sapere…. Comunque alla fine il docente di solito racconta una favola, gli dà un senso allegorico e quel senso, guarda caso, coincide con quello che gli studenti non sapevano di sapere e che il docente voleva che loro sapessero finalmente di sapere e che lui fingeva di non sapere ma già sapeva senza farlo sapere agli studenti…
P: Cheee?!
G: Senti, Polo, adesso non ho molto tempo per parlarne… e poi ne farai presto esperienza: quale migliore maestra!
P: Ok, prof, devo andare in classe, ci sentiamo per email, d’accordo?
G: A proposito, devo cambiare indirizzo: la mia posta elettronica sul server ministeriale è stata eliminata, dicono che la mia fitta corrispondenza con gli studenti ostacoli l’avanzata del nuovo metodo… ti farò sapere il mio nuovo indirizzo email il prima possibile. Ora vai in classe, pare che Socrate non tolleri in alcun modo che si perdano le prime battute della lezione. Ti do un consiglio: quando chiede se sei d’accordo con quello che ha appena detto, evita di argomentare il tuo dissenso, ti eviterà la tortura di altre infinite domande per convincerti che, per quanto tu ancora non lo sapessi, avresti risposto di si a quella prima domanda se solo avessi già saputo quello che non credevi di sapere già.
P: Prof? è sicuro di sentirsi bene?
G: Polo, sono veramente di fretta, scusami… Dimenticavo, un’ultima cosa, pare che il nuovo professore abbia un giovane assistente che non parla mai, ma scrive fiumi di parole… ha in progetto la stesura di un nuovo manuale di dialettica, e intende inserirci i dialoghi svolti in classe… ritoccati per far risaltare l’efficacia del nuovo metodo. Tu ignoralo e concentrati sulle domande di Socrate.
P: mi sembra un incubo, comunque le farò sapere, ora scappo, arrivederci!
G: Ciao Polo, non dimenticare lo zaino e … non perdere la testa.

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