mercoledì 24 luglio 2013

Zion in notturno

Appena tornati da Zion National Park, ovvero il parco dei pini 'piantati' nella roccia rossa.
La prima cosa che sorprende entrando e' - dopo la consueta organizzazione di TUTTO, nella quale gli statunitensi sono maestri - e' l'azzeccatissima accoppiata di verdi del mondo vegetale, rossi del mondo  minerale con qualche tocco di smeraldo delle "piscine" naturali alle quali si puo' salire dopo un percorso  che passa sotto una leggera cascata all'ombra della montagna. Siamo saliti in alto all'ultima piscina, color smeraldo, quasi alle nove di sera, piccola passeggiata a piedi nudi - assolutamente consigliata per rinfrescarsi dalla scarpinata - e poi siamo scesi a notte quasi arrivata, luna calante chiarissima - non c'e' una goccia di umidita'! - e stelle per tutti i gusti. Il tutto ricorda lontanamente le dolomiti, tranne per quei versanti di montagna come pelle di giganteschi rettili preistorici. Siamo ormai lontani dal deserto.
Al ritorno abbiamo tentato di tornare a Kanab senza riattraversare tutto il parco lungo tornanti e tunnel, ma alla fine era l'unica strada fattibile... e fatta con tanto di ranger che ci ferma per un abbagliante di troppo - nel bel mezzo delle montagne, allegramente tra i tornanti c'e' sfuggito - solita procedura americana dettagliatissima, come un cerimoniale da imparare a memoria e rispettare nei dettagli - la proceduralita' e' la categoria principale della vita americana. Nulla di grave, solo un controllo della patente, dove la foto e' orribile, ma tutto il resto e' in regola.
Domani torniamo per fare un'altro percorso: la "weeping rock", dal nome triste e l'aspetto incantante.
Lo so, lo so... avevo promesso il notturno nel deserto dell'Arizona e dintorni, non l'ho scordato... alla prossima.

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