The Wire in questi giorni sta dando il meglio di sé: piogge torrenziali, lambi che illuminano a giorno e alberi che abbattono case: un nostro ex-vicino dalla sera alla mattina si è ritrovato con il pino sdraiato nel front yard... la chioma sfiorava il porch di casa e se fosse capitato nel bel mezzo del tetto - considerando i materiale con cui si costruiscono le case in mezza America - se lo sarebbero ritrovato come compagno di colazione.
In questo andare e venire di tempeste monsoniche, i vostri cronisti preferiti hanno traslocato da un appartamento all'altro, acquistato una macchina da una famiglia israeliana - dopo lunghe trattative sul prezzo e tour dei meccanici della città - e presa una mezza patente del Maryland. Ma andiamo in ordine... Appartamento: stufi di problemi vari e del casino che il landlord faceva dal basement al secondo piano, qualche mese fa abbiamo deciso di metterci alla ricerca di altro, e abbiamo trovato qualcosa di buono ad un passo dalla JHU - quindi niente più shuttle per arrivare al campus! Il nuovo apt. è decisamente luminoso, con balconcino e vista sul verde di Linkwood... senza doimenticare che è a pochi metri dal playground preferito di Giulio. Grazie a degli amici, il trasloco è stato fatto nel migliore dei modi: come al solito, si pensa di non avere niente da spostare e poi la cosa prende giorni e giorni, ma tanto qui tutti traslocano in continuazione e ci si abitua presto alla fatica da fare: in città è routine di ogni anno. Qui entra in gioco il nostro Drondron - americanizzazione di 'Ndrondrone, come si dice in qualche angolo della Sabina - che è statto strategicamente acquistato prima del trasloco. Si tratta di una Kia minivan dove, con pazienza e metodo, entra di tutto. Quando la perizia di Andrea nella dispposizione dei mobili nella Kia ha raggiunto il suo apice, l'evento è stato immortalato da storica picture, a memoria futura.
Qui le macchine di comprano e vendono con relativa velocità, dato che è pratica frequentissima, più o meno come accade con il moving da un apt. all'altro. La sorpresa è soprattutto nella questione targa: essa non è legata alla macchina e dunque ciascuno si porta dietro la propria targa che di volta in volta stacca e attacca dall'auto vecchia alla nuova; ma quando si prende per la prima volta una targa - che vuol dire la prima macchina - l'emozione è tanta: almeno così è stato per noi. la targa è... proprio americana! E di volta in volta cambia per colore o disegno, come dire: è un oggetto quasi-artistico. La nostra, come quella di altri, ha tanto di american flag e fuochi d'artificio; qualcun altro la chiede personalizzata: con il proprio nome o il nome di una istituzione, o immagine particolare... Si tratta di una eccentrica manifestazione della Libertà e va accettata se non altro come evento folkloristico. In questi fenomeni sono alcune delle chiavi di lettura di questo strano posto e se si rifiutano con sprezzante distanza non si va lontano nella conoscenza di questo paese... meglio tuffarcisi e goderseli in tutta la loro stravaganza. E buona America a tutti!
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