A volte le cose da lontano si vedono in una prospettiva diversa, non so se meglio o peggio. E sorgono dei dubbi di quelli che non dovrebbero più occuparci la testa, di quelli che dovrebbero essere messi da parte dalla nostra splendente modernità. Insomma, cose gia' assodate o semplicemente ormai assunte a dogma di un'epoca che non si puo' più permettere lo scetticismo su certi temi.
Mettiamo che un nuovo governo sia in grado - se lo e' - di rimettere a posto i danni di almeno 20 anni di cattiva gestione, prendiamo atto che lo stesso governo non e' stato scelto dal popolo sovrano, allora c'e' una buona possibilità che il popolo sovrano abbia dei problemi a fare delle buone scelte. Accidenti! Non e' che ci va in crisi il primo assioma di ogni sistema democratico, quello consegnatoci dalle rivoluzioni moderne?! Si', intendo proprio quello al quale non possiamo certo più rinunciare - pena un passo indietro di secoli. Quella luminosa regola aurea che recita "la maggioranza ha sempre ragione". Intendiamoci bene: non sto qui a dire che sia vero il contrario: mi cadrebbe sulla testa una ghigliottina di quelle che non si vedono da piu' di due secoli. Di più: io mi prostro umilmente di fronte alla divinità di ogni costituzione moderna; riconosco l'onnipotenza della maggioranza, temo la sua vedetta, ed Ella e' per me un Dio degli eserciti, lo stesso di Giobbe e del sacrificio di Isacco... insomma ci siamo capiti.
E' solo che quella ipotesi di cui dicevo all'inizio, cioè che per scegliere bene si debba escludere il voto popolare, come e' stato fatto, mi occupa abusivamente la testa come un odiosissimo tarlo. Non che quelli che inneggiano alle elezioni anticipate lo facciano per amor di popolo, figuriamoci... Ma ciò non toglie che siamo nel paradosso di una repubblica che per risollevarsi deve mettere da parte il suo popolo sovrano. Come la mettiamo?
L'avete sentita La marchetta di Popolino di Caparezza... non ce l'avra' mica con lo stesso popolo votante, perche' se cosi' fosse il suo "Sogno eretico" lo sarebbe più di quanto i campioni della democrazia moderna possano tollerare! Che vorrebbe dire? Che la maggioranza puo essere malata dei peggiori vizi sociali? Che il popolo non e' per natura il più saggio dei soggetti politici? Che il popolo può essere contagiato da una "malattia morale" tipo quella diagnosticata da Croce?
Per non parlare di Cristicchi e della sua censuratissima canzone Prete, che dà un affondo nelle viscere dell'anima popolare, mettendo in crisi la maggioranza, la sua dubbia moralità e quella delle sue guide spirituali di quartiere... Non c'e' più religione! Direbbe la saggezza popolare... quella che non prevede contraddittori, e che ha sempre ragione qualsiasi cosa faccia.
Attenzione: l'Italia non e' il paese giusto per gli eretici, di nessun tipo, e nemmeno per gli scettici, qualsiasi dubbio possano avere.
La maggioranza e' un idolo come gli altri, diceva Nietzsche.
La maggioranza vive nella perenne adorazione di se stessa, diceva Tocqueville.
La maggioranza decide che non può essere messa in dubbio, punto e basta, dice un anonimo.
non credo proprio che nessuno avrebbe saputo descrivere meglio, e soprattutto senza far torto a nessuno, la sindrome da sonnambulismo cronico che affligge il "BelPaese"
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